TOMMASO BULDINI

Vascello di ieri, Acrylic on paper, 35×45

Il mondo di Tommaso Buldini (Bologna, 1979) è fatto di viscere, diavoli, corpi (integri o a pezzi), meduse e scheletri, con tanti rimandi alle raffigurazioni medievali, a Gummo, Méliès, Bosch e all’Art Brut.

È con un articolo su di lui che ho deciso di inaugurare la nuova sezione di Outsider Art Now dedicata alle Contaminazioni: artisti non “brut”, ma in parte (o pienamente) influenzati dal mondo dell’art brut e dell’outsider art.

Appena pubblicato sull’ultimo numero di HEY!, Tommaso si è approcciato alla pittura pochi anni fa. Di mestiere illustratore, animatore video e grafico presso il suo Gran Panoramic Studio, prima di dipingere, ha lavorato su chine e incisioni. Poi è arrivato il film Gummo (Harmony Korine, 1997) che con le sue allucinazioni in tonalità vivaci, lo ha spinto ad utilizzare il colore materico degli acrilici su tela, legno e carta.

The world of Tommaso Buldini (1979, Bologna – Italy) is made up of innards, devils, bodies (whole or in pieces), Medusa’s heads and skeletons, in addition to other references such as medieval representations, Gummo movie, Méliès, Bosch and Art Brut.

I decided to start the new Contamination section of Outsider Art Now with an article about him. In fact, Contamination includes artists that are not “brut”, but partly (or fully) influenced by art brut and outsider art world.

Just published in the last issue of HEY!, Tommaso approached painting a few years ago. As an illustrator, video animator and graphic designer at his Gran Panoramic Studio, before painting, he worked on chinas and engravings. Then, the vision of Gummo (movie of Harmony Korine, 1997) with its bright hallucinations induced him to use the material color of acrylics on canvas, wood and paper.

Prurito notturno, Acrylic on canvas, cm 70×50
A tavola, Acrylic on canvas, cm 70×50

Tommaso mi ha raccontato del suo grande interesse verso le raffigurazioni trecento-quattrocentesche, dalle chiese protestanti svedesi al Maestro dell’Avicenna, visto in Pinacoteca a Bologna sin da bambino. Complice in parte la madre, con i racconti di macabre storie come quella della Morte Rossa a Venezia, complici i videogames a scorrimento 2D degli anni ’80, quali Ghost’n Goblins e Double Dragon, il mondo pittorico di Tommaso si è pian piano riempito di “contaminazioni”, consapevoli e inconsapevoli, da lui identificate come “icone che nel tempo si trasformano in stati d’animo in perenne contrasto tra loro”. Ed ancora, la ricchezza compositiva delle sue opere si rifà, in qualche modo, anche ad alcuni autori per l’infanzia, come Richard Scarry e Iacovitti, famosi per la grande capacità di riempire i loro lavori con miriadi di particolari.

Il suo processo creativo è principalmente legato ad un discorso di psicoanalisi, come si può leggere sul suo sito: “Provo ad abbandonare la razionalità avventurandomi agli antipodi del mio intelletto, ogni frammento, superficiale o profondo del mio subconscio ha necessità di esprimersi: attraverso la rappresentazione simultanea di questi frammenti sconnessi, provo a parlare il linguaggio del sogno, della notte, laddove l’inverosimile e l’inaccettabile diventano plausibili.

Tommaso told me of his great interest in the fourth and fifteenth century depictions, from the Swedish Protestant churches to Maestro dell’Avicenna, seen in the Pinacoteca of Bologna since he was a child. Partly due to his mother that told him macabre stories like the Red Death in Venice, and the 2D scrolling videogames of the Eighties, such ad Ghost’n Goblins and Double Dragon, Tommaso’s world was gradually filled by aware and unconscious “contaminations” identified as “icons” that “as time goes by become a contradictory state of mind”. 
And again, the compositional richness of his works is also refers to some children’s authors, such as Richard Scarry and Iacovitti, famous for their great ability to fill their works with many details.

His creative process is mainly linked to a psychoanalytic discourse, as can be read on his website: “I try to drop rationality venturing through the antipodes of my intellect. Every single scrap of my subconscious, shallow or profound, needs to express itself. Through this coeval representation of disconnected fragments I try to speak a dream-like language drifting through the darkness of the night, where the unbelievable and the unacceptable become plausible.

Camino, Acrylic on wood, cm 70×50

Il suo primo contatto con l’Art Brut è avvenuto con la mostra Banditi dell’Arte (Halle Saint Pierre, 2012-2013): lì ha avuto modo di scoprire il mondo di Giovanni Battista Podestà, figura che ha particolarmente influenzato le sue creazioni. 
Ad attrarlo maggiormente è il fattore che i creatori di Art Brut riescano a trasporre la realtà in qualcosa di estremamente interessante, pur non avendo consapevolezza delle proprie capacità, caratteristica ritrovabile in tutte le manifestazioni artistiche, dalla musica al b-movie.

Diversamente dagli artisti Brut, però, Tommaso ha la consapevolezza di ciò che fa, ama sperimentare e cambiare soggetti, continua a partorire idee. 

Dal punto di vista tecnico, Tommaso non ha necessità di dominare la pittura, anzi, preferisce vederci dentro, come quando da bambino osservava il pavimento marmoreo di casa e ci scovava una moltitudine di personaggi. Con gli acrilici fa la stessa cosa: parte da una macchia e scopre figure antropomorfe. Si lascia trasportare dalla disposizione del colore per produrre nuove forme, sicuro che tutto ciò che fa lo porti poi ad una soluzione finale, che gli sveli i legami tra tutti gli elementi creati.

His first contact with Art Brut took place at the exhibition Banditi dell’Arte (Halle Saint Pierre, 2012-2013): here he had the opportunity to discover the world of Giovanni Battista Podestà that has particularly influenced his works.
What attracts him the most is the fact that Art Brut creators are able to transpose reality into something extremely interesting, even if they are not conscious of their abilities, feature that can be found also in all the other artistic manifestations, from music to b-movie.

Unlike the Brut artists, however, Tommaso has the awareness of what he does, he loves experimenting and changing subjects, he continues to develop new ideas.

As for the technique, Tommaso does not need to dominate Painting. In fact, he prefers to see into that, as he did when he was a child. He loved to watch the marble floor of his house in order to discover a multitude of characters. He does the same thing with acrylics: he starts from a stain and then he discovers anthropomorphic figures. Tommaso is transported by the disposition of color to produce new shapes, sure that everything he does leads him to a final solution that reveals the bonds between all elements.

Cobra 8 e 4 inciso sulla torre, Acrylic on wood, cm 84×125
Amore mio, ci separa l’Uomo Polipo, Acrylic on wood, 42×55

Futhermore, since last summer, he has integrated his artworks with videos. By isolating the individual characters and making them “talk” to each others, he produces new “contaminations” thanks to the video animations.
The short film “Demoniaco” and a series of other micro videos, mainly visible on his Instagram profile, were born from this idea. These interweaving and mix of levels refer very much to the cinema of Georges Méliès, another important reference point, where different elements come together to create dreamlike and imaginary panoramas. 

However, it is important to underline how video has not become the end, but rather another path, compared to painting, which remains the central element of his art: a journey into his subconscious and its interpretation.

Dall’estate scorsa, inoltre, ha integrato anche il video. Scomponendo le sue opere ed isolando i singoli personaggi ha prodotto, e tutt’ora produce, alcune animazioni che fanno dialogare i protagonisti dei suoi diversi lavori, permettendone nuove contaminazioni. Da questa idea sono nati “Demoniaco”, un corto arrivato in finale ad alcuni concorsi d’arte, e una serie di altri micro video, visibili principalmente sulla sua pagina Instagram. Questo gioco di intrecci e di livelli rimanda molto al cinema di Georges Méliès, altro suo importante riferimento, dove elementi differenti si uniscono a creare panorami onirici e immaginari.

È però importante sottolineare come il video non sia ora divenuto il fine, ma piuttosto un’altra strada, rispetto alla pittura, che rimane l’elemento centrale della sua arte: un viaggio nel suo subconscio e nella sua interpretazione.

https://www.youtube.com/watch?v=gZJv7hKiiiw

Author: Gloria Marchini / Photos: © Tommaso Buldini / For other works: tommasobuldini.com

Autrice: Gloria Marchini / Foto: © Tommaso Buldini / Per altri suoi lavori: tommasobuldini.com

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