Serge Delaunay

1956, Belgium

Serge Delaunay and his six brothers was raised by his aunt, because his mother left him when he was young and his father returned to his native France in 1968. Delaunay suffered deeply from this abandonment. He entered at the age of 22 in the Centre Reine Fabiola, Neufville but unsatisfied by the manual work, he was redirected to the Campagn’Art studio, where he began to draw passionately every day.

In his works colours are rare: in fact he uses black felt pen on large sheets of paper to draw mainly cars and spaceships. Delaunay is captivated by science, outer space, spacecraft, car mechanics, various architecture e robots.
His graphic creations are immediately identifiable: decorated with snippets of phrases, slogans, dates, acronyms, brands taken from magazines, television and radio (his most important sources of inspiration). Delaunay’s sketched compositions are intensely animated by images celebrating technical and scientific progress.
The initials GTX, often under his signature, refer to the automotive industry too.

Serge Delaunay e i suoi sei fratelli vengono cresciuti dalla zia, perché lasciati sia dalla madre che dal padre, tornato nella sua terra nativa in Francia nel 1968. Delaunay soffrì molto tale abbandono. All’età di 22 anni entrò al Centre Reine Fabiola di Neufville ma, insoddisfatto dei lavori manuali che gli facevano svolgere, fu indirizzato all’Atelier Campagn’Art, dove iniziò a disegnare appassionatamente tutti i giorni.

Nelle sue opere i colori sono molto rari: infatti è solito utilizzare pennarelli neri su grandi fogli bianchi per disegnare principalmente macchine e astronavi. Delaunay è affascinato da scienza, mondi sconosciuti, navicelle spaziali, componenti automobilistiche, architetture particolari e robots.
I suoi disegni sono immediatamente identificabili: decorati con frammenti di frasi, slogan, date, acronimi, marchi presi da riviste, dalla televisione e dalla radio (le sue più importanti fonti di ispirazione). Le composizioni di Delaunay sono intensamente animate da immagini che celebrano il progresso scientifico e tecnico.
La sigla GTX, spesso sotto la sua firma, è riferita anch’essa all’industria automobilistica.

© Galleria Rizomi, Parma
© Galerie Christian Berst, Paris
© Galleria Rizomi, Parma
© Collection de l’Art Brut, Lausanne

Atelier
Campagn’Art, Neufvilles

Museums and Collections
Art et Marges, Brussels
Collection ABCD, Montreuil
Collection de l’Art Brut, Lausanne
MadMusée, Liege
Musée de la Creation Franche, Bègles

Galleries
Galerie Christian Berst, Paris
Galleria Rizomi, Parma

Articolo creato 189

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