ROSA ZHARKIKH
(1930-2015 | RUSSIA)

Rosa Zharkikh was born in Moscow in 1930. Her mother was a teacher and her father an engineer, but Zharkikh dropped out of high school and graduated from a vocational school that specialized in training blue-collar workers.
For all of her adult life, Rosa has worked in a factory. She spent most of her day on the factory assembly lines, the dirt, gloom and dust lit only by the small fires that the workers built to keep warm. In the evenings, Zharkikh returned to Moscow’s working class suburbs, where she lived alone in a cramped apartment overshadowed on all sides by concrete high-rise blocks.
At the age of 46, after suffering a near-death experience, Rosa began receiving a visions. Directed by an external force, she started to draw. Several years later she retired from the factory for moved completely into her visions. Using thread and fabric, she tried to replicate the magical, flower-like costumes that appeared in her dreams, often working for several years on a single embroidery. It is her goal to construct a bridge between the imaginary world and the real one. 
Zharkikh combines references from Christianity and Eastern religion in her works. In the 1990s she became intrigued by Tibetan philosophy, which she felt offered a model of spiritual transformation akin to what she, on her own, had been trying to achieve. 
Both her drawings and her embroideries use nested skeins of differing colors to represent graduated stages of consciousness and to enfold self-portraits and symbolic images. Lately, the artist has also been depicting “heroes” from the spirit realm, such as her deceased mother and sister. Zharkikh hopes to be reunited with these perfect spirits, and to this end she has adopted a precise regimen of personal improvement and purification. She eschews television, follows a strict diet and avoids contact with other people.
Public recognition would probably mean little to her, and in any case would be difficult to achieve on a large scale in Russia, given the ingrained suspicion of unconventional art that is part of the Socialist Realist legacy. Nevertheless, over the last ten years, Zharkikh has been supported by and exhibited regularly at Moscow’s Museum of Outsider Art. She was also included in the fifth and sixth INSITA exhibitions in Bratislava in 1997 and 2000, as well as in the Biennale of Naïve Art in Jagodina in 2001.

ROSA ZHARKIKH
(1930-2015 | RUSSIA)

Rosa Zharkikh è nata a Mosca nel 1930. Sua madre era una insegnante e suo padre un ingegnere, ma Zharkikh ha abbandonato la scuola superiore e si è laureata in una scuola professionale per la formazione degli operai.
Per tutta la sua vita, Rosa ha lavorato in fabbrica. Ha trascorso la maggior parte delle sue giornate nelle aree montaggio, nella sporcizia, nel buio e nella polvere illuminata solo da piccoli fuori accesi dagli operai per stare al caldo. La sera, Zharkikh tornava alle periferie della classe operaia di Mosca, dove viveva sola in un piccolo appartamento oscurato  su tutti i lati dai grattacieli in cemento.
A 46 anni, dopo aver subito un’esperienza di pre-morte, Rosa ha iniziato ad avere visioni. Diretta da una forza esterna, ha iniziato a disegnare. Qualche anno dopo si ritirò dal lavoro per concentrarsi esclusivamente sulle sue visioni. Con fili e tessuti iniziò a replicare i costumi, ricreando i fiori che apparivano nei suoi sogni; spesso passava anni a ricamare lo stesso abito. Il suo obiettivo è quello di costruire un ponte tra il mondo immaginario e quello reale. 
Zharkikh combina riferimenti cristiani a elementi di religione orientale. Nel 1990, rimane affascinata dalla filosofia tibetana, nella quale vedeva un modello di trasformazione spirituale simile a quello che lei, da sola aveva cercato di raggiungere. 
Tutti i suoi disegni e i suoi ricami sono formati da nidificazioni di matasse di diversi colori atti a rappresentare le graduali fasi di conoscenza che avvolgono, a loro volta, autoritratti ed immagini simboliche. Ultimamente l’artista ha raffigurato “eroi” provenienti dal regno dello spirito, come la sua defunta madre e la sorella. Nella speranza di ricollegarsi a questi spiriti perfetti, Zharkikh ha adottato un regime preciso di miglioramento personale e di purificazione: evita la televisione, segue una dieta rigorosa ed evita il contatto con le altre persone. 
Probabilmente il riconoscimento pubblico significa poco per lei, ed in ogni caso sarebbe difficile da realizzare su vasta scala in Russia, dato il radicato sospetto verso l’arte non convenzionale facente parte dell’eredità socialista. Tuttavia, negli ultimi dieci anni, il lavoro della Zharkikh è stato sostenuto ed esposto dal Moscow’s Museum of Outsider Art. È stata anche inclusa nella quinta e sesta triennale INSITA di Bratislava (1997, 2000), nonché alla Biennale of Naïve Art di Jagodina del 2001.

Reflection, broderie, 2005 © Museum of Outsider Art, Bar (Monténégro)
Untitled, photo taken from Raw Vision 42
Zodiac Signs, Embroidered cloth, 41 x 32.4 cm, Private collection © Galerie St. Etienne

Information from Galerie St. Etienne 

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