RICARDO CAVOLO
(1982 | SPAIN)

The collaborations that Ricardo Cavolo continues to include in his resume are countless, from Alexander McQueen to Zara, Nike, Urban Outfitters, Bally, Converse, and still some special edition stickers for Chiquita. In short, a man full of ideas located in Madrid.
Why is him on Outsider Art Now? Simple: Outsider Art is one of his biggest sources of inspiration.

Sono innumerevoli le collaborazioni che Ricardo Cavolo continua a inserire nel suo curriculum, da Alexander McQueen a Zara, Nike, Urban Outfitters, Bally, Converse, ed ancora delle etichette in edizione speciale per Chiquita. Insomma, un pozzo di creatività situato a Madrid. 
Perché è su Outsider Art Now? Semplice: l’Outsider Art è una delle sue fonti di ispirazione più grandi.

Ricardo Cavolo in front of his work "The Sun Keeper"
Ricardo Cavolo in front of his work “The Sun Keeper”, 2017, Montreal – MURAL Festival, © Ricardo Cavolo

Ricardo was born in Salamanca (Spain) in 1982, has a degree in Fine Arts, a past as an art director and a present as an artist with his own studio. As he himself told me by responding very kindly to some of my questions, he was born and raised in art:
My father is an artist, and when I was born, he was being a professional artist (now he is an art teacher in High School), so since I was born I was surrounded of brushes, colors, canvases… Since then, it’s been like a natural path for me, an only way”.
He works on multiple supports: he loves to act on different mediums and skillfully switches from a book to a painted wall, without also denying digital drawing.
Ricardo’s style “is a mix of the things I love and my obsessions. After so many years just practicing the sales I like, it came a mix of those in a natural way”.
Almost always portraits, Cavolo’s works reveal his main inspirations: comics, cartoons, early medieval age, anime, traditional Japanese painting, but also the world of tattoos, myths and legends, tarot cards, hip hop culture and tribal art, without forgetting outsider and folk art.
In his works we find numerous symbolic elements and codes that are used to tell the personal stories of the protagonists, but not only. For example in the “Life & Lives” exhibition (London, Atomica Gallery, 2014) each of the 15 paintings on view depicted a character who lives on the margins of society, but the meticulous details went far beyond, to explore universal themes, making those people a sort of “Icons” of love, madness, misery, hope. His portraits therefore become a window on the entire universe.Regarding his creative process, Ricardo writes: “Usually I work on the idea and final result in my mind. I like to work fast, so when I start to draw I know pretty much how will be the final result. But I also give a big chance to improvisation while I’m working”.

Ricardo è nato a Salamanca (Spagna) nel 1982, ha una laurea in Belle Arti, un passato da art director e un presente da artista con un suo studio personale.
Come lui stesso mi ha raccontato rispondendo molto gentilmente a qualche mia domanda, è nato e cresciuto nell’arte:
Mio padre è un artista, e quando sono nato, lavorava come artista professionista (ora è un insegnante d’arte al liceo), quindi sin da piccolo sono stato circondato da pennelli, colori, tele… Da allora, è stato come un percorso naturale per me, un’unica strada”.
Lavora su differenti supporti: ama agire su medium differenti e passa abilmente da un libro ad un muro da pitturare, senza negare inoltre il disegno in digitale.
Lo stile di Ricardo “è un miscuglio delle cose che amo e delle mie ossessioni. Dopo così tanti anni a fare ciò che mi piace, ho raggiunto una combinazione funzionante in modo naturale”
Quasi sempre ritratti, le opere di Cavolo lasciano trasparire le sue ispirazioni principali: fumetti, cartoni animati, Medioevo, anime, pittura giapponese tradizionale, ma anche il mondo dei tatuaggi, i miti e le leggende, i tarocchi, la cultura hip hop e l’arte tribale, senza ovviamente dimenticare l’outsider e la folk art.
Nelle sue opere si notano numerosi elementi simbolici e codici che vengono utilizzati per raccontare le storie personali dei protagonisti dei suoi lavori, ma non solo. Per esempio nella mostra “Life & Lives” (Londra, Atomica Gallery, 2014) ciascuno dei 15 dipinti raffigurava un personaggio che vive ai margini della società, ma i dettagli minuziosi andavano ben oltre, per esplorare temi universali, rendendo quelle persone una sorta di “icone” dell’amore, della follia, della miseria, della speranza. I suoi ritratti dunque, diventano una finestra sull’intero universo.
Per quanto riguarda il suo processo creativo, Ricardo scrive: “Di solito penso all’idea e al futuro risultato direttamente nella mia mente. Mi piace lavorare velocemente, quindi quando inizio a disegnare so quasi certamente come sarà il risultato finale. Mentre lavoro, lascio però anche  grande spazio all’improvvisazione”.

Ricardo Cavolo, Tarots (view more on his Instagram), © Ricardo Cavolo

A definitely distinctive element of his works is the inclusion of an additional pair of eyes to his characters’ faces. This fact derives from his stepfather, who cannot read or write: he used to repeat that he saw everything and that was enough for him to know. This concept is genuinely fascinating, above all transposed into Ricardo’s thought who, with the insertion of 4 eyes, underlines the role of sight as “knowledge” and “power”. The more you see, the more you know, therefore you are able to look far beyond what surrounds us: “I must say I’m not so influenced on my surroundings for my work. I was a lonely kid, and I developed a big imagination and inner universe. So usually the circumstances surrounding me doesn’t affect that much”.
This thought is also linked to the logic of outsider artists, often far from their surroundings, but who build new realities thanks to their fervent imagination.
Going specifically to the outsider world, Ricardo revealed to me that he approached this type of art for the first time at a young age: “When I was a teenager my father gave me a book with essays of Dubuffet, and he was the first connection with outsider art / art brut. Since then I want deep to that world. I always loved the mix between a non academic style and very deep and non standard subjects”.
I asked him if there was an outsider artist to whom he was particularly attached, but he replied:
Not really. I’m no so mythomaniac, so it depends on the moment I pay more attention to someone’s work or any other”.

Un elemento sicuramente distintivo dei suoi lavori è l’aggiunta di un ulteriore paio di occhi ai visi dei suoi personaggi. Questo fatto deriva dal suo patrigno analfabeta: era solito ripetere che vedeva tutto e ciò gli bastava per conoscere. Questo concetto è sinceramente affascinante, soprattutto trasposto nel pensiero di Ricardo che, con l’inserimento di ben 4 occhi sottolinea il ruolo della vista come “conoscenza” e “potere”. Più si vede, più si conosce, dunque si è in grado di guardare ben oltre la realtà effettiva: “Devo dire che non sono così influenzato da ciò che mi circonda per il mio lavoro. Ero un bambino solitario e ho sviluppato una grande immaginazione e un universo interiore. Quindi di solito le circostanze che mi circondano non influiscono molto”.
Questo pensiero si lega in parte anche alla logica degli artisti outsider, spesso lontani da ciò che hanno intorno, ma dotati di un’immaginazione fervida che li spinge a costruirsi nuove realtà.
Andando nello specifico del mondo outsider, Ricardo mi ha svelato che si è avvicinato per la prima volta a questo tipo di arte in giovane età: “Quando ero adolescente, mio padre mi ha regalato un libro con saggi di Dubuffet, ed è stato il primo collegamento con l’outsider art / art brut. Da allora ho approfondito questo mondo. Ho sempre amato il collegamento tra uno stile non accademico e temi profondi e non standardizzati”.
Gli ho chiesto se ci fosse un artista outsider a cui fosse particolarmente legato, ma lui mi ha risposto: “Non proprio. Non sono così mitomane, quindi dipende dalla situazione e dal momento in cui mi concentro di più sul lavoro di qualcuno in particolare“.

Ricardo Cavolo, Frida Verde, Ink on paper, 32×24 cm, 2015, © Ricardo Cavolo

Ricardo Cavolo has also worked on some album covers, illustrated books and produced some graphic novels: in this context it is certainly relevant to open a parenthesis regarding Daniel Johnston. This American artist, who sadly passed away last September, was the protagonist of “El desorganismo de Daniel Johnston”, volume published in 2013 and made for Edicions de Ponent. 
I asked him if Johnston had been a source of inspiration and how the idea of producing the book was born: 
I found Daniel’s artistic work later than my interest on that type of art. More than an inspiration, I think we were interested on the same inspirations. I watched the documentary “The devil and Daniel Johnston” and I was very touched, so I decided to create a graphic novel to, in a way, send him some love. I was planning to send him a copy of it, just as a love act. He went to Barcelona for a gig, I was attending it and once the concert was finished, I gave a copy of the graphic novel to one of the members of his band (I didn’t want to bother him). And the next day his manager was in touch with me telling me Daniel wanted to meet me before they left the city. So I went to meet him at his hotel and we were chatting for an hour, It was the perfect last episode for my comic book project with him”.

Ricardo Cavolo ha anche lavorato su alcune copertine di album, illustrato libri e prodotto alcune graphic novel: in questo contesto è sicuramente rilevante aprire la parentesi Daniel Johnston. L’artista americano, tristemente scomparso lo scorso settembre, è stato il protagonista di “El desorganismo de Daniel Johnston”, volume pubblicato nel 2013 e realizzato per Edicions de Ponent. Gli ho chiesto se Johnston fosse stato una fonte di ispirazione e come sia nata l’idea di produrre il libro:
Ho scoperto il lavoro artistico di Daniel più tardi rispetto al mio interesse per quel tipo di arte. Più che un’ispirazione per me, penso che fossimo interessati alle stesse ispirazioni. Ho visto il documentario “The devil and Daniel Johnston” e sono rimasto molto toccato, quindi ho deciso di creare una graphic novel per, in un certo senso, inviargli un po’ d’amore. Avevo intenzione di inviargliene una copia, proprio come un atto d’affetto. È venuto a Barcellona per un concerto, io sono andato a vederlo e una volta terminato l’evento, ho dato una copia del graphic novel a uno dei membri della sua band (non volevo disturbarlo). Il giorno dopo il suo manager mi ha contattato dicendomi che Daniel voleva incontrarmi prima che lasciassero in città. Così sono andato a conoscerlo nel suo hotel e abbiamo chiacchierato per un’ora, è stato l’ultimo episodio perfetto per il mio progetto di fumetto con lui”.

Ricardo Cavolo, El Desorganismo de Daniel Johnston, 2013, © Ricardo Cavolo

Ricardo Cavolo is truly an incredible artist and I certainly appreciate that he looks at Outsider Art as a source of inspiration. This link with spontaneous art is fully recognizable in its works and this made me reflect on the importance – for a contemporary artist – of looking at the Art Brut world, especially thinking about a future of art in general. He said this: “To me, outsider art is the purest way of creation (in addition with kids art, but that’s another context). So it’s a wonderful way to learn about art’s purpose”.
I hope that the art world will follow his advice. Over and out.

Ricardo Cavolo è davvero un incredibile artista e certamente apprezzo che guardi all’Outsider Art come un punto di ispirazione. Questo legame con l’arte spontanea è pienamente riconoscibile nei suoi tratti e nei suoi lavori e ciò mi ha fatto riflettere sull’importanza – per un artista contemporaneo – di guardare al mondo dell’Art Brut, soprattutto in vista di un futuro dell’arte in generale. Lui mi ha detto questo: “Per me, l’arte outsider è il modo più puro di creare (oltre all’arte dei bambini, ma questo è relativo ad un altro contesto). Quindi è un modo meraviglioso per conoscere il vero scopo dell’arte”.
Con la speranza che il mondo dell’arte segua questo suo consiglio, passo e chiudo. 

Ricardo Cavolo, Some people The Witch admires (view more on his Instagram), © Ricardo Cavolo
Ricardo Cavolo, Zahra, Acrylics on canvas, 121×91 cm, 2017, © Ricardo Cavolo
Ricardo Cavolo, Street Prostitutes. II, From his book “, Periferias: gran libro ilustrado de lo extraordinario”, 2017, © Ricardo Cavolo
Ricardo Cavolo, Chonga Moon, Limited edition screen print available on guntergallery.com

Many thanks to Ricardo Cavolo for the interview and for the images.
You can see other works on his website.

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