Nanjing Outsider Art Studio

The Nanjing Outsider Art Studio, founded by Guo Haiping in 2006, is the first experience of an Art Therapy laboratory in China. I asked some questions to find out more about this reality.

How did the idea of creating this laboratory come from?

Guo Haiping’s outsider art practice began in 2006 when he opened an ad hoc studio at the Nanjing Zutangshan Psychiatric Hospital. During this period, he discovered a group of talented outsider artists. A contemporary art project as it is, the implementation of this project plays a very positive role in the patients’ recovery of mental illness, which was an unexpected bonus for him. Leaving the hospital, Guo Haiping expanded this artistic practice to residential areas. Presently, there are two studios in Nanjing community that serve the mental and intellectual disabled persons to create their art freely. Guo Haiping is a contemporary artist and once engaged in psychological counseling in early years. These two identities have allowed him to focus on the pure artistic qualities of outsider art and mental health of this group. In particular, 12 years of practical experience has led to the discovery that outsider art is of great help to people’s mental health. Guo has been continuously excavating its artistry so as to summarize the systematic experience and theories of outsider art treatment.

Who are the users of the Studio?

People with various mental illnesses who do love art, including the patients of autism, mental retardation, epilepsy, bipolar disorder and schizophrenia with basic self-care ability.

How do the artists work in the atelier and how many people are there now? Has there been a user increase in these years?

The artists create their art freely in the studio. The studio provides space, painting tables, painting materials and some basic care facility. These artists do not accept traditional artistic guidance but feel free to explore their own style and language. The studio provides a safe and free creative environment. There are altogether about 30 artists now. The number of artists is 15 in 2014, 20 in 2015, 28 in 2016, 31 in 2017.

What were the reactions of the locals about the opening of this center? 

The local residents did not understand it at first, but later discovered that these artists did not interfere with their lives. On the contrary, the artists were very kind to residents, and they soon gained popularity among residents.

How does China relate to the world of Art Brut today?

The communication and cooperation between Chinese outsider art and the rest of the world are increasingly closer. Take our studio as an example, recent years have witnessed cooperation with Japan, France, Germany, the Netherlands, Australia, and the United States. Foreign outsider art started to pay their attention to Chinese outsider art and introduce its characteristics in art and deep-rooted cultural structure. In 2015, AIFO also invited Guo Haiping to deliver a speech in Milan, which focused on using outsider art to convert the disadvantages of patients with mental disorders into their advantages.

I saw that you open an exhibition in France this March, at the Galerie Polysémie. Have you already had other partnerships in Europe? Do you have future plans tied out of China?

We have various cooperation with a number of institutions in Europe, which include the Dutch Museum of Outsider Art and the Biennale Hors Normes in Lyon, France. The exhibition at the Galerie Polysémie is the first time that we collaborate with a private gallery. We are currently discussing projects with the St. Anne Hospital in France and a gallery in Frankfurt, Germany. Recently, we opened up columns for the outsider art with two experts in art treatment from the United States in Creative Art Education and Treatment. We believe that despite of the differences in cultural background between China and the West, we share common thought in outsider art. Thus we are looking forward to extensive and in-depth cooperation and exchanges with Europe in the future.

Guo Haiping (郭海平)  (b.1962, Nanjing) is a contemporary artist, the pioneer of Chinese Outsider art, the founder of Nanjing Outsider art studio and the chief editor of Outsider art Series. He devoted himself to the discovery and research of Outsider art of people with mental disturbance for changing the environment of Chinese culture. He established the first art institute for the mental patients in 2010 and established two Outsider art studios in the community of Jianye District and the community of Gulou Distirct in Nanjing. His books include Out of the maze of mind, Sunbathe: art projects of 20 years, I am sick, therefore I am, Notes of Outsider art in China.

Interviewer: Gloria Marchini
Answers written by CHEN Shushan
English translator:  Yao Chenchen(姚辰晨)

Special thanks to Limo Zhang for her availability and the images.

Nanjing Outsider Art Studio, aperto da Guo Haiping nel 2006, è la prima esperienza di un laboratorio di Arte terapia in Cina. Ho fatto alcune domande al fondatore per saperne di più su questa realtà.

Come è nata l’idea di creare questo laboratorio?

L’esperienza di Guo Haiping è iniziata nel 2006, quando ha aperto uno studio ad hoc presso l’Ospedale Psichiatrico di Nanjing Zutangshan. Durante questo periodo, ha scoperto un gruppo di talentuosi artisti outsider. Come laboratorio di arte contemporanea, l’implementazione di questo progetto ha giocato un ruolo molto positivo nel recupero della malattia mentale dei pazienti, il che è stato un vantaggio inaspettato anche per lo stesso fondatore. Lasciando l’ospedale, Guo Haiping ha infatti esteso questa pratica artistica alle aree residenziali. Attualmente, nella comunità di Nanjing ci sono due studi che servono le persone disabili intellettualmente e mentalmente per creare liberamente la loro arte.
Guo Haiping è un artista contemporaneo impegnato nella consulenza psicologica. Queste due identità gli hanno permesso di concentrarsi sulle qualità artistiche pure dell’arte e della salute mentale di questo gruppo. In particolare, i 12 anni di esperienza pratica lo hanno portato alla scoperta che l’arte possa essere di grande aiuto per persone con problemi mentali e, per questo, Guo ha continuamente scavato la sua arte in modo da riassumere l’esperienza sistematica e le teorie del trattamento artistico terapeutico.

Chi sono gli utenti dello Studio?

Gli utenti dello Studio sono persone con varie malattie mentali che amano l’arte: vi sono pazienti autistici, ritardati mentali, epilettici, affetti da disturbi bipolari e schizofrenici.

Come lavorano gli artisti nell’Atelier e quante persone ci sono adesso? C’è stato un aumento di utenti in questi anni?

Gli artisti creano la loro arte liberamente in studio, dove viene offerto lo spazio, i tavoli per dipingere, materiali per la pittura e alcune strutture per l’assistenza di base. Questi artisti non accettano la tradizionale guida artistica ma si sentono liberi di esplorare il proprio stile e il loro personale linguaggio. Lo studio offre un ambiente creativo sicuro e gratuito.
Ad ora ci sono complessivamente 30 artisti. Nel 2014 erano la metà.

Quali sono state le reazioni degli abitanti locali sull’apertura di questo centro?

All’inizio i residenti locali non capirono questo luogo, ma in seguito scoprirono che questi artisti non interferivano con le loro vite. Al contrario, gli artisti sono stati molto gentili con i residenti e hanno presto guadagnato popolarità tra la popolazione.

Come si collega la Cina al mondo dell’Art Brut oggi?

La comunicazione e la cooperazione tra l’arte outsider cinese e il resto del mondo sono sempre più vicine. Negli ultimi anni abbiamo cooperato con Giappone, Francia, Germania, Paesi Bassi, Australia e Stati Uniti. Il mondo outsider straniero ha iniziato a prestare la sua attenzione all’arte outsider cinese. Nel 2015, AIFO ha inoltre invitato Guo Haiping a tenere un discorso a Milano, incentrato sull’uso dell’arte per convertire in vantaggi i problemi dei pazienti con disturbi mentali.

Avete aperto una mostra in Francia questo marzo, alla Galerie Polysémie. Avete già avuto altre partnership in Europa? Quali sono i vostri piani futuri fuori dalla Cina?

Abbiamo diverse collaborazioni con diverse istituzioni in Europa, tra cui il Dutch Museum of Outsider Art e la Biennale Hors Normes a Lione, in Francia. La mostra alla Galerie Polysémie è stata la prima occasione di collaborazione con una galleria privata. Attualmente stiamo discutendo progetti con l’ospedale St. Anne in Francia e una galleria a Francoforte, in Germania. Di recente, abbiamo aperto la comunicazione con gli Stati Uniti con due esperti di trattamenti artistici in materia di educazione artistica e trattamento creativo. Crediamo che, nonostante le differenze nel background culturale tra Cina e Occidente, condividiamo il pensiero comune nell’arte outsider. Pertanto, in futuro, prevediamo una cooperazione e uno scambio approfonditi con l’Europa.

Guo Haiping (1962, Nanjing) è un artista contemporaneo, pioniere dell’arte Outsider cinese, fondatore dello studio d’arte Nanjing Outsider e capo redattore di Outsider Art Series. Si è dedicato alla scoperta e alla ricerca dell’Arte Outsider in persone con disturbi mentali per ampliare l’idea di arte nella cultura cinese. Ha fondato il primo istituto d’arte per i pazienti mentali nel 2010 e ha aperto due studi d’arte Outsider nella comunità del distretto di Jianye e nella comunità di Distinct Gulou a Nanjing. I suoi libri includono Out of the maze of mind, Sunbathe: art projects of 20 years, I am sick, therefore I am, Notes of Outsider art in China.

Intervista a cura di Gloria Marchini
Risposte a cura di Chen Shushan
Traduttore cinese-inglese: Yao Chenchen (姚辰晨)

Grazie a Limo Zhang per la sua disponibilità e le immagini.

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