MIROSLAV TICHÝ
(1926-2011 | CZECH REPUBLIC)

I am not a painter. Nor a sculptor. Neither a writer. I’m retired Tarzan.
Miroslav Tichy

Miroslav Tichý was a photographer who from the 1960s until 1985 took thousands of pictures of women in his hometown of Kyjow, in the Czech Republic, where he was born in 1926, using homemade cameras constructed of cardboard tubes, tin cans and other at-hand materials.
Although Tichý is regarded today as an outsider artist, he studied at the Academy of Arts in Prague, and for a time seemed on the path to becoming an esteemed painter in the modernist mode. After the studies Miroslav withdrew to a life of isolation in his hometown. In the late 1950s he quitted painting and from the end of the 1960s he began to take photographs mainly of local women, in part with cameras he made by hand. He later mounted them on hand-made frames, added finishing touches with pencil, and thus moved them from photography in the direction of drawing. The result are works of strikingly unusual formal qualities, which disregard the rules of conventional photography. They constitute a large oeuvre of poetic, dreamlike views of feminine beauty in a small town under the Czechoslovak Communist régime.

MIROSLAV TICHÝ
(1926-2011 | REPUBBLICA CECA)

Non sono un pittore. Nè uno scultore. Nè uno scrittore. Sono Tarzan in pensione.
Miroslav Tichy

Miroslav Tichý è stato un fotografo che dal 1960 al 1985 scatto migliaia di  immagini di donne nella sua città natale, Kyjow (Repubblica Ceca), con macchine fotografiche artigianali costituite da tubi di cartone, lattine e materiali di scarto.
Nonostante sia oggi considerato un artista outsider, Tichý studiò presso l’Accademia di Belle Arti di Praga e per un certo periodo si dedicò alla pittura. Dopo gli studi Miroslav si ritirò in una vita di isolamento nella sua città natale. Alla fine del 1950 abbandonò la pittura e dalla fine del 1960 incominciò a scattare fotografie principalmente a donne locali, con l’ausilio di macchine create da lui stesso. Successivamente montava i risultati su telai a mano aggiungendo rifiniture a matita, portando la fotografia ad un livello di interpretazione maggiore con il disegno.
Il risultato sono opere di qualità formale sorprendentemente insolita, che non rispetta le regole della fotografia tradizionale. Esse costituiscono una grande opera poetica, un sogno che fa intravedere le bellezze femminili di un piccolo paese sotto il regime comunista cecoslovacco.

Handmade camera produced by Miroslav Tichy © Tichy Ocean

His works remained hidden for several years until they were discovered by Harald Szeemann that organized an exhibition in the Contemporary Art Biennale of Siviglia in 2004.
A Tichý typical camera might be constructed from plywood, sealed from the light with road asphalt, with a plywood shutter with a window cut through, operated by a pulley system of thread spools and dressmaker’s elastic.
A homemade telephoto lens might be constructed from cardboard tubes or plastic pipes. He made his own lenses, cutting them out of plexiglas, sanding them with sandpaper, then polishing with a mix of toothpaste and cigarette ashes. Once a picture was printed, Tichý might scissor off unwanted parts to improve the composition. Particularly successful images were pasted onto cardboard. He often drew lines with a pen or pencil to reinforce the subject’s contours, or to heighten an image’s expressiveness. He might decorate the margins with hand-drawn designs.

Le sue opere sono rimaste nascoste per diversi anni fino a quando furono scoperte da Harald Szeemann che le espose alla Biennale d’Arte Contemporanea di Siviglia nel 2004.
La macchina fotografica tipica dellartista cecoslovacco, costruita in compensato, fissava l’immagine grazie alla luce riflessa dalla strada asfaltata con un otturatore in compensato dotato di una finestrella, gestito da un sistema di bobine di fili ed elastici. Il teleobiettivo poteva essere costruito da tubi di cartone o tubi di plastica. Le lenti erano ricavate da plexiglas levigato con carta vetrata e lucidato con un impasto di dentifricio e cenere di sigaretta.
Una volta che la foto veniva stampata, Tichý tagliava le parti indesiderate per migliorare la composizione. Le immagini particolarmente riuscite venivano incollate su un cartoncino. Spesso disegnava linee con una penna o una matita per rinforzare i contorni del soggetto o per aumentare l’espressività di un immagine. Anche i margini venivano decorati da disegni. 

1960-1980 © Tichy Ocean
1960-1980 © Tichy Ocean
1960-1980 © Tichy Ocean

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