MARILENA PELOSI
(1957 | BRAZIL / FRANCE)

Marilena Pelosi was born in 1957 in Rio de Janeiro.
She soon moved away from Brazil, fleeing a forced marriage with a macumbeiro (the priest who practices Macumba, the Brazilian version of Voodoo). Since that time, deprived of her roots, she has traveled extensively and married twice, but both these experiences have not been successful. She found comfort in art, used as a means to reconstruct herself and like “a necessary activity to stay alive”.

Marilena Pelosi è nata nel 1957 a Rio de Janeiro.
Dal Brasile, però, si è allontanata presto, fuggendo da un matrimonio forzato con un macumbeiro (il medium che pratica riti e cerimonie della Macumba, la versione brasiliana del Vudù). Da quel momento, privata delle sue radici, ha viaggiato tanto e si è sposata due volte, ma entrambi i matrimoni non sono andati a buon fine. Ha trovato conforto nell’arte, usata come mezzo per ricostruire sé stessa e intesa come “un’attività necessaria per rimanere viva”.

Marilena Pelosi, Tables de Transformation, 2018, Photo © Marilena Pelosi

The need to draw has been alive in her for some time: Marilena, at the time sixteen and ill at home, began to draw thanks to the colored pencils offered by her family.

During the wandering period Marilena did not draw much, but she started again once she settled in France: from there she began to work on her drawings every day.

She never starts from preliminary sketches and she draws directly with sharp and decisive lines. As she told me: “I work every morning, just after breakfast. When I start a drawing I don’t really know what is going to come on paper, but I know it will come because I feel that the drawing and even all my past or future drawings are already prepared in the ‘invisible’. The only thing I do is to be like a channel, a medium. That is why I work in the morning so that my mind is clearer.
I don’t finish it the same day, it takes 3 to 4 days. When I am not working I forget it, next day I sit down to work and the images come as of themselves”. 

At the end of a drawing she feels “happy, light and complete”, but at that moment she doesn’t want to look at the drawing anymore; as soon as she glances at it, she is amazed that this is her work. Marilena is unable to explain what she has drawn: the mystery of her enigmatic works also involves their author.

Il bisogno di disegnare è vivo da tempo in lei: furono proprio delle matite colorate offerte dai suoi famigliari a far sì che Marilena, all’epoca sedicenne e malata in casa, incominciasse a disegnare.

Durante il periodo di peregrinazione Marilena non ha disegnato molto, ma ha ripreso una volta stabilita in Francia: da lì ha iniziato a lavorare ai suoi disegni ogni giorno.

Non parte mai da schizzi preliminari e disegna direttamente con linee nette e decise. Come lei stessa mi ha raccontato: “Disegno ogni mattina, subito dopo la colazione. Quando incomincio non so veramente cosa succederà sulla carta, ma so che arriverà qualcosa, perché sento che il disegno e anche tutte le opere passate e future sono già preparati ‘nell’invisibile’. L’unica cosa che faccio è predispormi come un canale, un medium. Ecco perché lavoro la mattina, in modo tale che la mia mente sia più chiara. Ci vogliono 3 o 4 giorni per concludere un disegno. Quando non disegno, mi dimentico dell’opera. Il giorno dopo mi siedo a lavorare e le immagini tornano evidenti”.

Alla fine di un lavoro si sente “ felice, leggera e completa”, ma in quel momento non vuole più guardare il disegno; appena gli rivolge uno sguardo, si stupisce pensando che quello sia il lavoro di qualcun altro. Marilena non è in grado di spiegare quanto ha disegnato: il mistero delle sue opere enigmatiche coinvolge anche la loro autrice.

Marilena Pelosi, 2011, Photo © Marilena Pelosi

For small formats (one-color or two-tone) she uses markers or ballpoint pens, but she often finds herself producing drawings with multiple colors and bright tones, often on tracing paper.

The women represented, executioners and victims, are mixed together in strongly symbolic scenes: many features reappear, such as knitting, beans, thick hair or typically feminine elements such as handbags and accessories that refer to her mother long makeup sessions to whom little Marilena attended without saying anything. In her youth she seemed in fact immersed in a sort of lethargy from which she emerged as a teenager, smoking her first joint.

Her works represent scenes in an often illicit, but also highly intimate way: there is a profoundly “healing” and expiatory sense, almost a sort of exorcism from the dramas of childhood and from the torments experienced in her youth.

Per i piccoli formati (monocolore o bicolore) usa pennarelli o penne a sfera, ma spesso si trova a produrre disegni con molteplici colori e toni vivaci, spesso su carta da lucido. 

Le donne rappresentate, carnefici e vittime, si mischiano in scene fortemente simboliche: molti tratti ricompaiono, come il lavoro a maglia, dei fagioli, i capelli folti o elementi tipicamente femminili quali borsette e accessori che rimandano alle lunghe sessioni di trucco di sua madre alle quale la piccola Marilena partecipava senza dire nulla. In gioventù pareva infatti immersa in una sorta di letargo dal quale ne è uscita da adolescente, fumando il primo spinello.

Le sue opere rappresentano scene in maniera spesso illecita, ma anche fortemente intime: vi si riconosce un senso profondamente “curativo” ed espiatorio, quasi una sorta di esorcismo dai drammi dell’infanzia e dai tormenti vissuti in giovinezza.

Marilena Pelosi, 2020, Photo © Marilena Pelosi
Marilena Pelosi, 2016, Photo © Marilena Pelosi
Marilena Pelosi, 2011, Photo © Marilena Pelosi
Marilena Pelosi, 2018, Photo © Marilena Pelosi
Marilena Pelosi, 2011, Photo © Marilena Pelosi

Thanks to Marilena Pelosi for the interview and the images.

Posts created 166

Related Posts

Begin typing your search term above and press enter to search. Press ESC to cancel.

Back To Top