ITSUO KOBAYASHI
(1962 | SAITAMA PREFECTURE, JAPAN)

Food aesthetics is a totally contemporary subject: an “instagrammable” dish is now a necessary prerogative of any restaurant that wants to grab new customers. Between #foodporn, #foodgasm, #foodography and myriads of other hashtags, we are overwhelmed by embellished lasagna and poetic hummus. This habitual immersion in images dedicated to stimulate our eyes before our taste buds, can make us reflect about the many meanings of the dishes we eat every day: food is not only nourishment, but a multisensory and sentimental experience (which we often forget).
Emotion is what I think most characterizes the artist we are talking about here: Itsuo Kobayashi loves to cook and loves its ingredients. His works – not photographs, but drawings – reveal a very delicate form of love for food. Especially for what he can no longer cook.

L’estetica del cibo è un argomento totalmente contemporaneo: un piatto “instagrammabile” è ormai prerogativa necessaria di qualsiasi ristorante che voglia accaparrarsi nuovi clienti. Tra #foodporn, #foodgasm, #foodography e miriadi di altri hashtag siamo sovrastati da lasagne imbellettate e hummus poetici. Questa ormai abituale immersione nelle immagini dedite a stimolare prima gli occhi che le papille gustative, ci può far riflettere sui numerosi significati dei piatti che mangiamo ogni giorno: cibo non è solo nutrimento, ma un’esperienza multisensoriale e sentimentale (che spesso dimentichiamo). 
Emozione è ciò che penso caratterizzi maggiormente l’artista di cui parliamo qui: Itsuo Kobayashi adora cucinare e ne adora gli ingredienti. Le sue opere – non fotografie, bensì disegni – rivelano una delicatissima forma d’amore per il cibo. Soprattutto per quello che non può più cucinare.

Itsuo Kobayashi with one of his pop-up works - Photo courtesy of Kushino Terrace, Fukuyama, Japan.
Itsuo Kobayashi with one of his pop-up works – Photo © Kushino Terrace, Fukuyama, Japan

Itsuo Kobayashi was born on April 27, 1962 and he lives in Saitama Prefecture, northwest of Tokyo.
For 28 years Itsuo worked as a chef in a Soba restaurant (traditional Japanese dishes with buckwheat pasta) and in a supply center for school meals in Saitama.
He began having difficulty walking due to alcoholic neuritis. He was 46 years old and he was forced to leave his job, falling into depression. The disease does not allow him to cook, so he is forced to order take-away food, when his mother is not supplying him.
However, his passion – and work for those 28 years – was not abandoned: from the inability to cook he drew a new rebirth through drawing (which he had been doing since the age of 26), letting himself be inspired by his memory, safeguarded in notes he wrote about his meals since he was 18 years old.
He transformed his bedroom into a place of artistic creation, thus not allowing obstacles to his culinary imagination. Nobumasa Kushino, owner of the Kushino Terrace Gallery (the main holder of Kobayashi’s works), tells me by email that Itsuo’s bed is surrounded by shells, crab legs and seafood he has eaten, as well as disposable chopsticks, unused condiments that come with packaged meals and other items.
He imagines menus composed of collages that combine designs enriched with tempera and recipe descriptions. Some of them hide dishes, others conceal names, prices and opinions about the food and ingredients he depicts. He adds positive descriptive words about his subjects, such as “delicious”, so that he may provoke good memories when he later looks at the drawings.
From the two-dimensional to the three-dimensional pop-up technique, his work is linked to the traditional Japanese prints, along with a colorful realism and a reference to children’s book illustrations.
He has made a series of drawings of hands holding sticks and he has produced more than 1000 drawings. What stands out is that all these drawings allow to see all the ingredients, a sort of visual recipe. 

Itsuo Kobayashi è nato il 27 aprile 1962 e vive nella prefettura di Saitama, a nord-ovest di Tokyo.
Per 28 anni Itsuo ha lavorato come chef in un ristorante di Soba (piatti tradizionali giapponesi con pasta di grano saraceno) e in un centro di approvvigionamento per pasti scolastici a Saitama.
Una neuropatia alcolica lo costringe a gravi difficoltà motorie. Ha 46 anni ed è costretto a lasciare il lavoro, cadendo in depressione. La malattia non gli permette di cucinare, dunque è costretto ad ordinare cibo da asporto, quando non è la madre a fornirgli approvvigionamento.
La sua passione – e lavoro per quei 28 anni – non viene però abbandonata: dall’impossibilità di cucinare ne trae infatti una nuova rinascita attraverso il disegno (che già faceva dall’età di 26 anni) lasciandosi ispirare dalla sua memoria, salvaguardata in note che ha scritto sui suoi pasti da quando aveva 18 anni.
Trasforma la propria stanza da letto in un luogo di creazione artistica, non permettendo dunque ostacoli alla sua immaginazione culinaria. Nobumasa Kushino, proprietario della Galleria Kushino Terrace (principale detentrice delle opere di Kobayashi), mi racconta via mail che il suo letto è circondato da conchiglie, zampe di granchio e frutti di mare che ha mangiato, nonché di bacchette usa e getta, condimenti inutilizzati che vengono forniti con pasti confezionati e altri oggetti.
Immagina menu composti da collage che combinano disegni arricchiti con tempera e descrizioni di ricette. Alcuni nascondono piatti, altri celano nomi, prezzi e opinioni sul cibo e sugli ingredienti che ritrae. Aggiunge parole descrittive positive sui suoi soggetti, come “delizioso”, in modo che possa provocargli dei bei ricordi, quando di seguito guarderà i disegni.
Dal bidimensionale al tridimensionale della tecnica pop-up, il suo lavoro è legato alla tradizione delle stampe giapponesi, insieme ad un colorato realismo e ad un rimando verso illustrazioni dei libri per bambini.
Ha realizzato una serie di disegni di mani che tengono le bacchette e ha prodotto più di 1000 disegni. Ciò che spicca è che tutti questi disegni permettono di vedere tutti gli ingredienti, una sorta di ricetta visuale. 

Itsuo Kobayashi, Untitled, 2018–19. Photo courtesy of Kushino Terrace, Fukuyama, Japan.
Itsuo Kobayashi, Untitled, 2018–19 – Photo © Kushino Terrace, Fukuyama, Japan

After about thirty years of more and more in-depth and realistic technical drawings, his work is highlighted, for example with the exhibition “Art Brut du Japon, un autre regard”, (Collection de l’Art Brut in Lausanne, 2018-2019) and with the Kushino Terrace Gallery in Fukuyama which presents it at the 2020 edition of the Outsider Art Fair in New York.
Looking at his drawings, I regret never having eaten a Kobayashi’s dish: the passion and perfection of his works firmly communicate his ancestral need to cook and refine even the simplest dish to make it “delicious”, so good as to jealously preserve its taste in his memory.

Dopo oltre trenta anni di disegni tecnici sempre più approfonditi e realistici, il suo operato viene messo in luce, per esempio con la mostra “Art Brut du Japon, un autre regard”, (Collection de l’Art Brut di Losanna, 2018-2019) e con la Galleria Kushino Terrace di Fukuyama che lo presenta all’edizione 2020 dell’Outsider Art Fair di New York.
Guardando i suoi disegni, rimpiango di non aver mai mangiato un piatto di Kobayashi: la passione e la perfezione dei suoi lavori comunicano fermamente la sua necessità ancestrale di cucinare e perfezionare anche il piatto più semplice per renderlo “delizioso”, talmente tanto buono da conservarne gelosamente il gusto nella sua memoria.

Work by Itsuo Kobayashi - Photo © Kushino Terrace, Fukuyama, Japan
Work by Itsuo Kobayashi – Photo © Kushino Terrace, Fukuyama, Japan
Work by Itsuo Kobayashi - Photo © Kushino Terrace, Fukuyama, Japan
Work by Itsuo Kobayashi – Photo © Kushino Terrace, Fukuyama, Japan
Work by Itsuo Kobayashi - Photo © Kushino Terrace, Fukuyama, Japan
Work by Itsuo Kobayashi – Photo © Kushino Terrace, Fukuyama, Japan
Work by Itsuo Kobayashi - Photo © Kushino Terrace, Fukuyama, Japan
Work by Itsuo Kobayashi – Photo © Kushino Terrace, Fukuyama, Japan

I thank Nobumasa Kushino for the precious informations about the artist and for the photographs.

Sitography:
Kushino Terrace
Artnet
ABCD Art Brut
OpenCulture

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