Notes (OAF, Paris 2017)

IT

L’edizione parigina dell’Outsider Art Fair di quest’anno ne ha avuto veramente per tutti i gusti, dai grandi nomi dell’art brut a nuove scoperte e nuove partecipazioni.
Per esempio, l’Outsider Art Museum di Amsterdam ha contribuito a “rinfrescare” questa edizione portando una serie di interessantissimi artisti. Attratta da un piccolo disegno raffigurante le linee della metropolitana di Amsterdam, ho scoperto da loro un giovane artista, Lionel Plak, affascinato da loghi, mappe e rappresentazioni schematiche delle linee di trasporto. Nei suoi coloratissimi lavori, organizza tutte le fermate delle stazioni in una particolare strada. 
Derk Wessels invece realizza figure antropomorfe, animali e paesaggi. In fiera erano presenti due suoi disegni di figure umane ricche di colore e linee marcate.

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The Outsider Art Fair (Paris edition) has really satisfied all tastes, from the big names of art brut to new discoveries and new participations.
For example, the Outsider Art Museum in Amsterdam contributed to "refresh" this edition bringing a number of very interesting artists. Attracted by a small drawing depicting the Amsterdam metro lines, I discovered a young artist, Lionel Plak, fascinated by logos, maps and schematic representations of the transport lines. In his colorful works, he organizes all station stops in a special way.
Derk Wessels, however, produces anthropomorphic figures, animals and landscapes. There were two drawings of human figures coloured and marked with strong lines.

Lionel Plak, Untitled, pen and marker on paper, Outsider Art Museum
Derk Wessels, Portrait with black hair, 2011, chalk on paper, Outsider Art Museum

La Galerie Chave ha rapito gran parte dei visitatori (e, ovviamente, anche me) con le opere a inchiostro di china di Michel Roux: una serie di lettere, riquadrate minuziosamente che divengono simboli, privati del loro significato originario.
Sono poi finita nello stand della Galerie Les Yeux Fertiles - che già di per sé ha un nome bellissimo - e, oltre a delle piccole sculture di A.C.M. e altre meraviglie, mi ha colpito per Hassan, uno “sconosciuto” senzatetto di origini senegalesi, operante nelle strade di Barcellona, che realizza disegni di case recintate su piccole tavole di legno recuperate dalle scatole del vino, in maniera quasi seriale. Le ville, molto geometriche, sono caratterizzate da differenti coloriture e colpiscono per la schematicità e la loro immediatezza.

Galerie Chave abducted most of the visitors (and me too, of course), with Michel Roux's china ink works: a series of letters, minutely framed, becoming symbols, deprived of their original meaning.
I ended up in Les Yeux Fertiles booth - which itself has a beautiful name - and, in addition to the small sculptures of A.C.M. and other wonders, I was struck by Hassan, a Senegalese homeless, operating in the streets of Barcelona, ​​who made works of enclosed houses. These villas are made on small wooden boards taken from wine boxes, they are geometric, characterized by different colors. This works affect for the schematicity and their immediacy.

Hassan, Untitled, Mixed technique on wood, various measures (around 13x35 cm), Galerie Les Yeux Fertiles

La Galerie Hervé Courtaigne mi ha dato modo di scoprire François Jauvion, non tanto per la serie di “reliquari” ironici, quanto per due disegni decisamente divertenti.
Il primo deriva dal suo incontro con André Robillard (André R. l’artiste brut, 2016, inchiostro e acquerello su carta), una freschissima narrazione per immagini di uno dei più grandi autori brut: quattro dei suoi famosi fucili sono rappresentati in alto e una serie di altri elementi, quasi fossero istruzioni per il montaggio, sono inseriti sul foglio a mo’ di figurini, come le pagine delle bambole da ritagliare. L’altro, similmente, rappresenta l’astronauta Thomas Pesquet. 

Galerie Hervé Courtaigne made me discover François Jauvion, not so much for the series of ironic "relics" as for two really funny drawings.
The first one comes from his encounter with André Robillard (André R. l'artiste brut, 2016, ink and watercolor on paper), a fresh narration by images of one of the greatest brut authors: four of his famous rifles are depicted on top and a number of other elements, as if they were instructions for mounting, are placed on the sheet like figurines, such as the pages of dolls to be cut. The other, similarly, represents the astronaut Thomas Pesquet.

François Jauvion, Planche n.27 - André R. l'artiste brut, 2016, ink and watercolor on paper, 35x27 cm, Galerie Hervé Courtaigne
François Jauvion, Planche n.30 - l'astronaute T. Pesquet, ink and watercolor on paper, 35x27 cm, Galerie Hervé Courtaigne

Tra i lavori della Galerie Isola mi é particolarmente piaciuta la serie di opere di Hubert Riedler, illustratore prolifico, non solo su carta, ma anche sulle pareti del suo appartamento, una vera e propria opera d’arte totale. Ciò mi fa pensare ad un’altro lavoro “gigante”, ovvero quello di Jean-Daniel Allanche, presentato dalla Galerie Hervé-Pedriolle. Nato a Sfax, in Tunisia, ha studiato Scienze Applicate a Lione alla fine degli anni ’50. Dagli anni ’70 ha insegnato fisica all’Università di Parigi e contemporaneamente ha svolto una segreta attività di pittore sulle pareti del suo appartamento in rue des Ciseaux, vicino a Saint-Germain-des-Prés. Un universo utopistico, concretizzato sulle pareti dei suoi luoghi, nel suo spazio più intimo.

Among Galerie Isola's works I particularly enjoyed the series of drawings by Hubert Riedler, a prolific illustrator, not only on paper but also on the walls of his apartment, a real work of art. This makes me think of another "giant" work of Jean-Daniel Allanche, presented by Galerie Hervé-Pedriolle. Born in Sfax, Tunisia, he studied applied sciences in Lyon in the late 1950s. Since the 1970s he has taught physics at the University of Paris and at the same time has been a secret painter on the walls of his apartment in rue des Ciseaux, near Saint-Germain-des-Prés. A utopian universe, embodied on the walls of his places, in his most intimate space.

Hubert Riedler, Untitled, 2000, crayon on paper, 21x30 cm, Galerie Isola
Jean-Daniel Allanche, 1997, Galerie Hervé Pedriolle

Le mie veloci esplorazioni in fiera si sono poi focalizzate su Outside In, che ha portato i suoi artisti proponendo una parete piena di opere interessanti. Albert con le sue architetture in bianco e nero, James Allison con piccoli disegni e Aradne con le sue articolate sculture andate subito a ruba mi sono piaciuti tantissimo, così come gli artisti russi proposti da Art Naive Gallery.
La Fabuloserie ha partecipato per la prima volta con i suoi storici autori tra i quali Podestà, mio conterraneo - anche per questo meritevole di citazione -, ed Emile Raiter.
Da Cavin-Morris mi sono soffermata su Yoshiyasu Hirano, giovane artista giapponese rappresentato qui dalla sua serie più recente: disegni fatti di parole tratte da giornali e riviste. A fianco, sono rimasta affascinata dai piccoli disegni di Melvin Way e dalle opere di Susan Te Kahurangi King della galleria di Andrew Edlin.

My quick explorations at the fair were then focused on Outside In, which brought its artists with a wall full of interesting works. I like a lot Albert with his black and white architecture, James Allison with small drawings and Aradne with his articulated sculptures which were sold like hotcakes, as did the Russian artists presented by Art Naive Gallery.
La Fabuloserie participated for the first time with its historical authors, among which Podestà, Italian like me, and Emile Raiter.
From Cavin-Morris I focused on Yoshiyasu Hirano, a young Japanese artist represented here by his latest series: drawings made of words taken from newspapers and magazines.
On the other side, I was fascinated by the small drawings of Melvin Way and the works by Susan Te Kahurangi King of Andrew Edlin's gallery.

Albert, Untitled 6, pencil on paper, Outside In
Yoshiyasu Hirano, Untitled, 2015, pigment, ballpoint pen on paper, 54,5x77 cm, Cavin-Morris Gallery
Melvin Way, different titles, ballpoint pen on paper with Scotch tape, different measures, Andrew Edlin Gallery

Io ero lì a rappresentare Rizomi Art Brut e, avendo vissuto in prima persona questi quattro giorni, ricordo con molto piacere gli occhi stupefatti di giovani e meno giovani di fronte agli aerei di Mattia Fiordispino, uno dei miei favoriti da quando l’ho scoperto. Mattia progetta aerei partendo un po’ dalla realtà è un po’ dalla sua immaginazione. Realizza spesso una quantità spropositata di disegni tecnici dedicati a spiegare qualsiasi elemento compositivo del progetto, realizzato in scala e con la carta. Spiega come ci si dovrebbe vestire se si guidasse quell’aereo, quale sarebbe il completo perfetto per affrontare missioni spaziali e avventure galattiche. La complessità e la genialità delle sue opere è spesso celata dietro ad un’apparente semplicità. 
A fianco eravamo circondati da splendide opere, come quelle proposte da Yukiko Koide, dal Creative Growth Art Center (dove ho scoperto le opere di Latefa Noorzai), da Donald Ellis, che con i disegni degli indiani d’America ha suscitato grande interesse, ed Escale Nomad.
E dalla nostra postazione potevo sognare di portare a casa un’opera di Mary T. Smith, o le pitture di Ike Morgan, o ancora Prophet Royal Robertson, proposte da Shrine. Interessanti anche le opere su carta di Rev. George Kornegay, ideatore di un environment realizzato a partire da indicazioni date da Dio, che lo portò ad utilizzare l’arte per meglio comunicare i propri messaggi religiosi.

I was there to represent Rizomi Art Brut and, having lived in person for the first four days, I remember the dazzling eyes of young and old people in front of Mattia Fiordispino's airplanes, one of my favorites since I discovered him. Mattia plans airplanes starting a bit from reality and a bit from his imagination. He often makes a disproportionate amount of technical drawings to explain any component of the project, made in scale and with paper. His drawings explain how you should dress if you were driving that plane, what would be the perfect fit to deal with space missions and galactic adventures. The complexity and genius of his works is often concealed behind an apparent simplicity.
On our side we were surrounded by beautiful works, such as those proposed by Yukiko Koide, the Creative Growth Art Center (where I discovered the works of Latefa Noorzai), by Donald Ellis, who presented the drawings of American Indians which aroused great interest, and Escale Nomad.

And from our booth I could dream of taking home a work by Mary T. Smith, or the paintings by Ike Morgan, or even Prophet Royal Robertson, proposed by Shrine. Also interesting were the works on paper by Rev. George Kornegay, the creator of an environment based on directions given by God, which led him to use art to better communicate his religious messages.

 

Mattia Fiordispino, Plane, cardboard, glue, other materials, Galleria Rizomi Art Brut
Latefa Noorzai, LN 34, 2014, graphite and ink on paper, 28x35,6 cm, Creative Growth Art Center
Mary T. Smith, untitled, painting on shaped metal, 57x67,5x9 cm, Shrine

Ho dimenticato molte cose, per esempio le opere di Tarcisio Merati esposte dalla Galleria Maroncelli 12 o i disegni di Shuto Yoshida esposti da ATSUKOBAROUH arts drinks talks, o le opere “classiche” della Galerie du Marché, o lo spazio curatoriale dedicato a Daniel Cordier, ed ancora una miriade di altre opere che mi sono appuntata su foglietti volanti. Spero di averli conservati tutti, perché sono tante le cose belle che ho visto. La forza che una serie di opere mi ha saputo trasmettere è notevole e necessaria.
Quello che ho capito, è che l’outsider art sta ricercando nuovi confini e pian piano si sta rigenerando, ricercando forza in numerose altre strade.

I have forgotten many things, for example the works of Tarcisio Merati exhibited at Galleria Maroncelli 12 or Shuto Yoshida’s drawings exhibited by ATSUKOBAROUH arts drinks talks, or the "classical" works of the Galerie du Marché, or the curatorial space devoted to Daniel Cordier, still a myriad of other works that I have pinned here and there. I hope to keep them all, because there are so many nice things I have seen. The strength that a series of works has been able to convey to me is remarkable and necessary.
What I understand is that outsider art is looking for new boundaries and is slowly regenerating, seeking strength in many other ways.

Gloria Marchini