ORESTE FERNANDO NANNETTI

1927-1994 | Italy

Volterra, Padiglione Ferri, NOF4 Photo: © Gloria Marchini
Volterra, Padiglione Ferri, NOF4 – Photo: © Gloria Marchini

La Legge 180 del 13 maggio 1978, nota anche come Legge Basaglia, ha permesso la chiusura degli ospedali psichiatrici italiani: i pazienti furono trasferiti in specifici reparti degli ospedali civili, mentre le costruzioni vennero gradualmente abbandonate o riconvertite.
Il manicomio di San Girolamo di Volterra, tutt’ora considerato una delle più importanti strutture del suo tempo, soprattutto durante la direzione di Luigi Scabia – tra il 1900 e il 1934, ha ospitato pazienti da tutt’Italia. Uno di questi ha lasciato un segno incisivo del proprio passaggio: Oreste Fernando Nannetti, meglio conosciuto come NOF4.
Nato a Roma nel 1927, entrò per la prima volta in una struttura psichiatrica all’età di 10 anni. Per un certo periodo non si ebbero più notizie della sua vita che tornò ad essere documentata dopo il 1948, epoca in cui Nannetti fu incolpato di oltraggio a pubblico ufficiale, reato dal quale fu prosciolto per totale vizio di mente e ricoverato all’ospedale psichiatrico Santa Maria di Pietà di Roma. Il 2 settembre 1958 venne trasferito nella struttura di Volterra, dove restò fino al 1973. In quella data venne dimesso ed ospitato all’Istituto Bianchi di Volterra, luogo d’accoglienza di molti ex ricoverati della Provincia di Roma e quindi spostato in un altro ospedale fino alla sua morte, avvenuta nel 1994.

The Law 180 of May 13, 1978, also known as the Basaglia Law, allowed the closure of the Italian psychiatric hospitals: patients were transferred to specific departments of the hospitals, and the buildings were gradually abandoned or converted.
San Girolamo asylum in Volterra, which is still considered one of the most important structures of its time, especially during the direction of Luigi Scabia – between 1900 and 1934, hosted patients from all over Italy. One of them has left a decisive sign of his passage: Oreste Fernando Nannetti, better known as NOF4.
Born in Rome in 1927, he entered for the first time in a psychiatric hospital at the age of ten. For a time there were no more news of his life that returned to be documented after 1948, the moment when Nannetti was blamed for insulting a public official, a crime from which he was acquitted for total habit of mind and then interned in the psychiatric hospital of Santa Maria di Pietà in Rome. On September 2, 1958 he was transferred to the structure of Volterra, where he remained until 1973. On that date he was discharged and housed at the Bianchi Institutio, also in Volterra, welcoming place of many former inmates of the Province of Rome, and then a few years later to another hospital where he stayed until his death in 1994.

Volterra, Padiglione Ferri - Photo: © Gloria Marchini
Volterra, Padiglione Ferri – Photo: © Gloria Marchini

Durante il ricovero, Nannetti realizzò un “libro graffito” sul muro esterno del Reparto Ferri. Lungo 182 metri per un’altezza media di 2 metri è stato inciso con fibbie di panciotto, parte della divisa dei pazienti di Volterra. Altrettanto fece sulla ringhiera interna dell’ospedale e durante gli ultimi anni in cui gli venne accordata maggiore libertà, effettuò circa 1600 disegni su carta, oggi perduti e visibili solo grazie ad alcune scansioni.
Di animo schivo, Nannetti raccontava di essere in contatto con onde elettriche e magnetiche, le quali inviavano per telepatia dei segnali che lui provvedeva a trascrivere di giorno in giorno. La grafia rimanda alla scrittura etrusca e rivela un mondo stupefacente, frutto di un lavoro che si estende a tutto il periodo di internamento presso la struttura toscana. Durante l’ora concessa ai pazienti Nannetti incideva la pietra tracciando sempre un grande rettangolo, una “pagina vuota” da cui partire, sulla quale inscriveva notizie biografiche, allusioni alla guerra e riferimenti a luoghi e persone immaginarie. Diarista stravagante e scrittore utopista, Nannetti stravolse il senso delle parole, creando elenchi, giustapposizioni prive di punteggiatura e allitterazioni in assoluta libertà. Le frasi enigmatiche e poetiche si raccoglievano in testi dedicati a conquiste di stati immaginari, voli spaziali, collegamenti telepatici, personaggi fantastici poeticamente descritti come “alti, spinaci, naso ad Y” e spesso accompagnati da disegni e forme geometriche.
Negli anni d’internamento scrisse anche molte cartoline a parenti immaginari.

During the hospitalization, Nannetti made a “graffiti book” on the outside wall of Ferri pavilion. 182 meters long by an average height of 2 meters was engraved with waistcoat buckles, that was a part of the uniform of Volterra patients. So did on the hospital’s internal railing, and over the last year in which he was given more freedom, he made about 1600 drawings on paper, now lost, visible only through some digital scanning.
A shy mood, Nannetti told to be in contact with electrical and magnetic waves, which sent him telepathically signal that he transcribed every day. The handwriting refer to Etruscan writing and reveals an amazing world, that’s the result of a work that was extended to the entire internment period in the Tuscan structure. Nannetti worked the stone tracing always a large rectangle, a “blank page” on which he inscribed biographical allusions to war, references to places, and imaginary people. Extravagant diarist and utopian writer, Nannetti changed the meaning of words, creating lists, juxtapositions without punctuation and alliteration in absolute freedom. The enigmatic and poetic phrases were gathered in texts devoted to achievements of imaginary states, space flight, telepathic connections, fantastic characters poetically described as “tall, spinach, nose like Y” and often accompanied by drawings and geometric shapes.
In the years of internment also wrote many postcards to imaginary relatives.

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Volterra, Padiglione Ferri, NOF4 – Photo: © Gloria Marchini

La traduzione del graffito è avvenuta grazie ad Aldo Trafeli, l’unico infermiere con cui Nannetti parlava. Diverse persone, oltre a lui, hanno contribuito a documentare la vicenda e il muro di Nannetti, fra cui Mino Trafeli, Giuliano Scabia, Pier Nello Manoni, Lucienne Peiry.
Studio Azzurro dedicò all’opera di Nannetti un film-documentario, intitolato L’osservatorio nucleare del signor Nanof, girato da Paolo Rosa nel 1985. 
Nel 2002 Pier Nello ed Erika Manoni hanno prodotto I graffiti della mente, della durata di 20 minuti. Nel 2011 la Collection de l’Art Brut di Losanna ha dedicato al graffito una mostra e un catalogo definitivi, con fotografie panoramiche, riproduzioni e calchi.

The translation of the graffiti took place thanks to Aldo Trafeli, the only nurses with whom Nannetti spoke. Several people besides him, have helped to document the story and the wall of Nannetti, including Mino Trafeli, Giuliano Scabia, Pier Nello Manoni, Lucienne Peiry.
Studio Azzurro devoted a documentary film to the work of Nannetti, entitled The nuclear observatory of Mr. Nanof, shot by Paolo Rosa in 1985. In 2002 Pier Nello and Erika Manoni produced Graffiti della mente, lasting 20 minutes. In 2011 the Collection de l’Art Brut in Lausanne dedicated an exhibition and a catalog, with panoramic photographs, reproductions and casts.

Volterra, Padiglione Ferri, NOF4 Photo: © Gloria Marchini
Volterra, Padiglione Ferri, NOF4 – Photo: © Gloria Marchini
Oreste Fernando Nannetti, Letter
Oreste Fernando Nannetti, Postcard
Oreste Fernando Nannetti, drawings
Oreste Fernando Nannetti, drawing