MICHAEL PELLEW

USA

Michael Pellew, LAND of Metal, 2016, Mixed media on paper, © LAND Gallery

Ho scoperto Michael Pellew all’Outsider Art Fair 2017 di New York e me ne sono innamorata. Avevo già notato alcune sue opere online, ma trovarsi faccia a faccia con Lemmy dei Motorhead (pace all’anima sua) o Lady Gaga è stata veramente un’emozione.
Pellew lavora da oltre dieci anni presso LAND Gallery (League Artists Natural Design), una struttura specializzata di New York che concede i suoi spazi creativi cinque giorni a settimana ad artisti con disabilità.
La capacità di Michael di rappresentare tutta una serie di “idoli” della mia adolescenza mi ha riportato indietro nel tempo e, contemporaneamente, mi ha stupito per la sua schiettezza.
Il mondo di Michael Pellew è cosparso di musica, tv, personaggi famosi. Un’insalata di cultura pop.  Il tutto è condito da linee giocose e colori grezzi per sottolineare una visione del mondo genuina e umoristica.

I discovered Michael Pellew at the New York’s Outsider Art Fair and I fell in love with his works. I had already noticed some of his drawings online, but it was an emotion to being face to face with Lemmy of Motorhead (rest in peace) or Lady Gaga.
Pellew has been working for over ten years at the LAND Gallery (League Artists Natural Design), a New York-based studio that grants its creative spaces five days a week for artists with disabilities.

His ability to represent a whole series of “idols” of my adolescence brought me back in time, but at the same moment, I was amazed by his frankness.
The world of Michael Pellew is a mixture of music, TV and famous characters. A pop culture salad. Everything is seasoned with playful lines and rough colors to highlight a true and humorous view of the world.

Michael Pellew, British Platter, 2015, Mixed media on paper, © LAND Gallery

Nonostante siano poche le linee che definiscono i personaggi, è proprio in questi semplici tratti che si ritrovano le caratteristiche distintive dei singoli, le loro identità specifiche.
Mi piacerebbe essere spontanea come i protagonisti dei suoi lavori: si impongono sulla scena con un semplice “I’m Princess Diana” oppure “Hey New York! We’re One Direction“. Di certo sono personaggi che sanno approcciarsi con scioltezza e non possono far altro che colpire l’osservatore con il loro carisma. Se non fosse per quel fumetto, probabilmente scambieremo Kerry King degli Slayer con Scott Ian degli Anthrax o Tori Kelly con Taylor Swift. Una sorta di archetipi, come le Veneri del Paleolitico, che diventano “qualcuno” grazie ad un’identificazione aggiuntiva.

Although there are few lines that define the characters, it’s in these simple traits that we can find the distinctive features of individuals, their specific identities.
I would like to be spontaneous as the protagonists of his works: they enter the scene with a simple “I’m Princess Diana” or “Hey New York! We’re One Direction“. Certainly, they know how to approach with ease and they can not do anything but hitting the observer with their charisma. If there aren’t the comics, we would probably swap Kerry King of Slayer with Scott Ian of Anthrax or Tori Kelly with Taylor Swift. They’re a kind of archetypal figures, like the Paleolithic Venuses, who become “someone” thanks to an additional identification.

Michael Pellew, The BET Platter, 2015, Mixed media on paper, © LAND Gallery

Talvolta il suo catalogo di personaggi famosi pare essere diviso per rapporti e categorie, ma spesso queste connessioni sono interrotte da personaggi fittizi o accoppiamenti inaspettati.
La scioltezza con cui Pellew lavora è affascinante. L’umorismo è spesso sfumato e fluido, si cela dietro opere che appaiono realizzate senza sforzi, quasi come uno spettacolo di magia. Questa semplificazione dei rapporti non fa altro che avvicinare lo spettatore in uno spazio positivo e accattivante. Nel suo universo, virtuosità e sorpresa spesso si sovrappongono.
Le scene raffigurate nelle sue opere sembrano uscire da quegli accostamenti che possono venire in mente per distrazione. Una serie di figure del quotidiano disposte in fila, Michael Jackson che sorseggia una Pepsi con la scimmietta sulla spalla, Marilyn Manson che offre un hamburger con patatine fritte, scene che divertono, certo, ma che non lasciano completamente sicuri di quanto appena successo.
Potrei continuare a ripetere concetti aulici, ma non lo farò. Andate a vedervi qualche sua opera, entrate in contatto con tutti i personaggi, lasciatevi coinvolgere: vi assicuro che è un’esperienza entusiasmante.

Sometimes his famous character list seems to be divided into a sort of categories, but often these connections are interrupted by fake characters or unexpected pairs.
The smoothness with which Pellew works is fascinating. Humor is often shaded and fluid behind works that appear effortlessly, almost as a magic show. This simplification of the relationship brings the viewer into a positive and captivating space. In Pellew’s universe, surprise often overlaps virtuosity.
The depicted scenes in his works seem to come out of some combinations that may come to our distracted mind. A series of straight-line figures, Michael Jackson lurking a Pepsi with a monkey on his shoulder, Marilyn Manson who offers a burger with fries, scenes that make us smile, but that don’t leave us completely sure of what is just happened.
I could write thousands of aulic concepts, but I will not do that. Go see some of his work, get in touch with all the characters, let yourself be involved: I assure you it is an exciting experience.

Michael Pellew, Making a Band (detail), photo from disparateminds.org
Michael Pellew, Led Zeppelin and Prince (before he was a pop star) in his teens in 1975 would like to welcome you to New York, 0ne of the seven greeting card for Paper, 2011, photo from papermag.com
Michael Pellew, Michael Jackson and Bubbles, 2014, acrylic on canvas, © LAND Gallery

Gloria Marchini