MARIE-ROSE LORTET

MARIE-ROSE LORTET
1945-|FRANCE

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Marie-Rose Lortet, originally from Strasbourg, began knitting at an early age, inspired by the tradition which ran throughout the female members of her family. Creating small fabric pictures and textile pieces, her knit work was never of a conventional nature. In 1967, with the attention and encouragement of Jean Dubuffet, Lortet’s work began to be taken seriously. Following the inclusion of her work in the Art Brut Collection, Lortet started to experiment with looser textile pictures.
During the 1980s, her exploration into the possibilities of working with wool and fibres led Lortet to try white thread lace, solidified with resin or sugar.
These inspired fabric sculptures often took the form of houses, rooms, windows and domestic scenes, as well as more abstract images and collages. Her experimentation continued into the 1990s, when she began creating new pieces by mixing previous techniques. Her fairy-size clothes with titles such as “Outfit for a Crisis” and “An Architecture of Threads” reflect Lortet’s belief that her work represents a journey, of a travel map to an unknown destination. Many of her incalculable works are created using multiple layers of fabric, threads and knitted yarns.

Marie-Rose Lortet, originaria di Strasburgo, incominciò a creare opere tessili sin dalla tenera età, ispirata dalla tradizione, tutta femminile, che coinvolgeva i membri della sua famiglia. Creava piccole immagini di tessuto, mai convenzionali. Nel 1967, con l’incoraggiamento di Jean Dubuffet, il lavoro di Lortet cominciò ad essere preso sul serio. A seguito del suo inserimento nella Collection de l’Art Brut, Lortet iniziò a sperimentare la creazione di nuove immagini tessili.
Durante il 1980, i suoi studi sulle molteplici possibilità di lavoro della lana e delle fibre portò Lortet ad utilizzare fili di pizzo bianco, solidificato con resina o zucchero.
Le sculture di tessuto, ispirate spesso da forme di case, stanze, finestre e scene domestiche, spesso rimandano ad immagini astratte e collage. La sua sperimentazione è proseguita negli anni Novanta, quando iniziò a creare nuovi pezzi mescolando le tecniche precedenti. I suoi vestiti intitolati “Outfit per una crisi” e “L’Architettura di Fili” riflettono la convinzione di Lortet che il suo lavoro rappresenti un viaggio, una mappa verso destinazioni sconosciute. Molti dei suoi lavori sono stati creati utilizzando più strati di tessuto, fili e filati lavorati a maglia.

© France3/Culturebox
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© Raw Vision
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